Il portico è lo spazio che in Puglia si vive di più e si usa di meno. D'estate è l'ombra dove si pranza; da ottobre a marzo diventa un corridoio di vento fra la casa e il giardino.
Fino al 2024 la legge nominava le vetrate panoramiche amovibili solo per balconi e logge. Il decreto Salva Casa (D.L. 69/2024, convertito dalla Legge 105/2024, in vigore dal 28 luglio 2024) ha aggiunto i porticati. Con due esclusioni precise, che sono la parte che quasi nessuno spiega.
Cosa dice la norma, in parole semplici
Rientrano nell'edilizia libera le vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti installate su balconi aggettanti, logge rientranti e porticati, a eccezione:
- dei porticati gravati, in tutto o in parte, da diritti di uso pubblico;
- dei porticati collocati sui fronti esterni dell'edificio prospicienti aree pubbliche.
Le condizioni generali sono le stesse delle altre VEPA, e sono tutte necessarie insieme:
- lo spazio non deve diventare stabilmente chiuso, con nuovi volumi o superfici;
- nessun cambio di destinazione d'uso, nemmeno da superficie accessoria a superficie utile;
- una naturale microaerazione;
- un impatto visivo ridotto al minimo, senza modificare le linee architettoniche esistenti.
Tre portici, tre risposte diverse
Il portico della villa verso il giardino. È il caso più favorevole: proprietà privata, affaccio interno, nessun uso pubblico. Se le condizioni generali sono rispettate e non ci sono vincoli, la vetrata può rientrare nell'edilizia libera. È anche il caso in cui un sistema senza profili verticali dà il risultato migliore: quando i pannelli sono impacchettati, il portico torna com'era.
Il portico sul fronte strada. Molti palazzi dei centri storici pugliesi hanno portici che affacciano su piazze e vie. Qui la norma esclude espressamente l'edilizia libera per le vetrate: servono una valutazione tecnica e, di norma, un titolo. A questo si aggiunge spesso il vincolo paesaggistico o storico.
Il porticato condominiale o di uso comune. Se il portico è attraversato da un passaggio di uso pubblico, è escluso. Se è una parte comune dell'edificio, entra in gioco anche il condominio: servono le verifiche sul regolamento e, a seconda dei casi, una decisione dell'assemblea.
Il punto che decide davvero: come userai lo spazio
La giurisprudenza del 2026 ha insistito su un criterio: conta l'effetto complessivo sullo spazio, non la mobilità del singolo pannello. Un portico vetrato che resta uno spazio esterno protetto — con le vetrate che si aprono, una microaerazione naturale, arredi da esterno — è coerente con la norma. Un portico chiuso, climatizzato e usato ogni giorno come soggiorno è un'altra cosa, e i giudici lo hanno trattato come un volume nuovo.
Il portico vetrato è un modo per vivere fuori più mesi all'anno. Non è una stanza da aggiungere alla planimetria.
Villa in campagna o sulla costa: il vincolo
Gran parte della costa di Bari, BAT e Foggia, molte aree rurali e i centri storici sono vincolati. L'edilizia libera non esonera dall'autorizzazione paesaggistica: per una vetrata su un portico in area vincolata la si chiede prima di installare, di norma in forma semplificata. È una verifica che facciamo al primo sopralluogo, perché cambia i tempi del progetto.
Come impostiamo un portico
1. Affaccio e uso pubblico: è l'esclusione che decide tutto il resto. 2. Vincoli: paesaggistico, storico, piano del parco dove presente. 3. Regolamento edilizio comunale e, se c'è, regolamento condominiale. 4. Uso previsto: protezione stagionale sì, stanza climatizzata no. 5. Sistema: vetrate senza profili verticali, impacchettabili, che lasciano leggere l'architettura del portico.
Se il tuo portico rientra in una delle esclusioni, al sopralluogo VetratePremium te lo dice prima di parlare di vetri. È il modo più rapido per non perdere tempo, e per non trovarsi con un intervento da rimuovere.
Articolo informativo aggiornato al 28 settembre 2026. Il testo di legge va letto nella versione vigente; la valutazione di un intervento spetta a un tecnico abilitato sul caso concreto.