Quando si chiede una vetrata, prima o poi arriva la parola certificata. Compare nei volantini, nei preventivi e nei siti, e nella maggior parte dei casi non significa quello che il cliente crede.
Non è un problema di malafede. È che tre documenti molto diversi vengono chiamati con lo stesso nome, e solo uno dei tre è una prova indipendente.
Il rapporto di prova
Lo emette un laboratorio, non il produttore. Se il laboratorio è notificato ai sensi del Regolamento europeo sui prodotti da costruzione, porta un numero identificativo verificabile nella banca dati europea degli organismi notificati.
Un rapporto di prova dice una cosa sola, ma la dice con precisione: quel campione, di quelle dimensioni, con quel vetro, sottoposto a quella sollecitazione, ha dato quel risultato.
Contiene anche cose che nei volantini non si vedono mai:
- la descrizione esatta dell'oggetto provato, che spesso non coincide con il prodotto a catalogo;
- le condizioni ambientali in cui la prova è stata eseguita;
- le voci che non hanno ricevuto una classificazione;
- le conclusioni, che stanno in fondo e non nella prima pagina;
- il numero di pagine di cui il documento si compone.
Quest'ultimo punto merita attenzione. Molti rapporti dichiarano espressamente di non poter essere riprodotti parzialmente, perché estrapolare le parti di interesse favorisce un'interpretazione non corretta dei risultati. Chi mostra una pagina sola di un rapporto di sedici, in genere sta mostrando la pagina che gli conviene.
Che cosa significa NC
Nelle tabelle dei rapporti compare la sigla NC, che sta per non classificato.
NC non è un risultato negativo. È l'assenza di un risultato: per quella voce, in quella prova, una classe non è stata determinata.
Presentare un NC come classe superata è la scorciatoia più facile da prendere e più difficile da giustificare dopo. Se in una tabella leggete NC accanto alla tenuta all'acqua, quel sistema non ha una classe di tenuta all'acqua: non ne ha una migliore o peggiore, non ne ha.
La dichiarazione del fabbricante
È il produttore che dichiara le prestazioni del proprio prodotto, assumendosene la responsabilità. È un documento serio e vincolante, e in molti casi si basa su prove vere eseguite in laboratorio.
Ma non è il rapporto originale. La differenza pratica è questa: nel rapporto leggete il metodo, le condizioni e le conclusioni del laboratorio; nella dichiarazione leggete il risultato che il fabbricante riporta. Per risalire dal secondo al primo servono i numeri dei rapporti sottostanti, e vanno chiesti.
Una dichiarazione fatta bene indica sempre il campione. Se dice campione 3000 per 3000 millimetri con vetro monolitico temperato da 10 millimetri, quella è la configurazione a cui i valori si riferiscono. Non un'anta più larga, non un vetro diverso, non un'altra composizione.
La scheda tecnica
È documentazione commerciale. Descrive il prodotto: numero di ante, larghezza massima, altezza massima del vano, peso massimo, spessore del vetro, tipi di guida, applicazioni consigliate.
Serve, ed è utile: è il documento che dice se il sistema che vi interessa può davvero coprire la luce del vostro terrazzo. Ma non prova niente. Una scheda tecnica non è una prova indipendente, e i valori prestazionali che contiene vanno confrontati con la dichiarazione e, quando esiste, con il rapporto.
Le classi si leggono con la loro norma accanto
Questa è la parte che quasi nessuno spiega, ed è quella che fa più danni.
Una classe non è un voto assoluto: è una posizione dentro una scala definita da una norma. Cambiando norma, cambia la scala. Classe 6 secondo la norma delle tende e chiusure oscuranti esterne e Classe 6 secondo la norma delle finestre non sono la stessa cosa, e non sono confrontabili.
Sulla scala Beaufort usata per le chiusure oscuranti, per esempio, la Classe 6 corrisponde a circa 92 chilometri orari, cioè la burrasca forte. Un numero più alto scritto altrove nello stesso catalogo non è automaticamente sbagliato, ma si riferisce a una condizione diversa, e chi ve lo mostra dovrebbe sapervi dire quale.
Se un venditore vi dice una classe e non sa dirvi la norma, quella classe non vi serve.
Le sette domande da fare prima di firmare
- Il documento che mi mostrate è un rapporto di laboratorio, una dichiarazione del fabbricante o una scheda commerciale?
- Su quale campione è stata fatta la prova: dimensioni, numero di ante, tipo e spessore del vetro?
- La configurazione che proponete a me coincide con quella provata? Se no, in che cosa differisce?
- Quale norma è stata usata per la classificazione?
- Ci sono voci non classificate nella tabella dei risultati?
- Il documento è completo o è un estratto? Di quante pagine si compone l'originale?
- Chi risponde della posa, e per quanto tempo?
Nessuna di queste domande è ostile. Sono le stesse che si fa un ufficio tecnico prima di scegliere un fornitore, e un interlocutore serio ha le risposte pronte.
Perché lo scriviamo noi
Perché ci conviene che il confronto si faccia su questo piano.
Un preventivo si vince facilmente scrivendo classe 6 e certificato su un volantino. Si vince in modo più solido mostrando quale campione è stato provato, con quale vetro, secondo quale norma, e dicendo anche dove il documento non arriva.
La pagina che raccoglie le nostre prove, con la configurazione e i limiti di ciascuna, è a disposizione. Contiene anche ciò che non abbiamo ancora agli atti, perché un elenco di prove senza le sue lacune è un elenco che non si può verificare.